I TRE GIORNI DEL CONDOR

I TRE GIORNI DEL CONDOR


Quando fu girato, nel 1975, era da poco stato destituito per lo scandalo Watergate il presidente Nixon ed era stato pubblicato un rapporto che denunciava le “storture” della CIA. È in questo contesto che nasce I tre giorni del Condor, splendido thriller diretto da Sydney Pollack, su sceneggiatura di Lorenzo Semple e David Rayfiel, tratta dal romanzo di James Grady “I sei giorni del Condor”. Era il periodo delle grandi denuncie internazionali sulle malefatte della CIA (il golpe in Cile era di pochi anni prima) e pertanto questo poliziesco “fantastico” apparve qui in Europa quasi come un film “politico”, con Redford e Pollack visti come dei paladini delle battaglie progressiste e liberali. Forse anche nell’autore e nell’interprete, sempre molto vicini ai movimenti liberal americani, c’era questo intento, ma oggi, quasi trent’anni dopo, se il film regge straordinariamente il tempo non è certo per l’affresco politico che disegna, quanto piuttosto per la perfezione stilistica, una narrazione articolata e complessa dentro una messa in scena, che sostiene con forza la tensione della storia. Redford è un impiegato ricercatore della CIA, piuttosto refrattario alle regole, ma bravo nel suo campo. Un giorno però, improvvisamente, mentre è al bar a fare colazione, tutti i suoi colleghi vengono assassinati e comincia per lui un lungo e terribile calvario, caratterizzato dalla sempre maggiore solitudine, non trovando alcun appoggio dalla CIA, dal cui interno anzi sembra proprio provenire il maggior pericolo per la sua vita. Per sfuggire alla caccia, rapisce una donna, Kathy (Faye Dunaway) e si rifugia nella sua casa minacciandola. Col tempo, quest’ultima da vittima si trasformerà in una sua preziosa alleata. Costruito dentro un meccanismo a tratti hitchcockiano, con il nemico visibile, ma inspiegabile, l’uomo comune al centro di una storia troppo grossa per lui, cui però non può sfuggire (ricordate Intrigo internazionale?) I tre giorni del Condor si ricorda soprattutto per come Pollack sa costruire le scene, facendo salire la tensione attraverso piccoli frammenti di quotidianità minacciata. La presenza di un gelido Max Von Sydow e un ambiguo Cliff Robertson completano un cast - come sempre nei film di Pollack, vero straordinario regista d’attori - perfetto. Il DVD negli extra riporta il trailer originale, una breve storia del film (in realtà un testo letto con brani di immagini del film stesso, che però aiuta a collocarlo storicamente), filmografie e biografie. Non male, ma un film del genere forse andava trattato con maggiore devozione e rispetto, proprio come un vero classico.
TRATTO DA DVD.IT
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