La 25°ora

La 25°ora

Amo questo monologo..

Bellissimo film, se non l'avete visto, fatelo subito..


La 25ª ora è un film del 2002, diretto da Spike Lee.

È tratto dal romanzo omonimo scritto da David Benioff.
È uno dei primi film ambientati a New York dopo la tragedia dell'11 settembre 2001, ed il primo a mostrare Ground Zero. [1]
Considerato uno dei migliori film di Spike Lee, [1] è stato presentato in concorso al Festival di Berlino.

TRAMA

Monty Brogan (Edward Norton) è uno spacciatore di droga, fidanzato con Naturelle (Rosario Dawson), una ragazza portoricana. I suoi migliori amici sono Jacob (Philip Seymour Hoffman), un insegnante innamorato di una sua studentessa, e Frank ( Barry Pepper), un agente di borsa. Monty ha anche un cane, con il quale passeggia per le strade di New York. Il padre, James (Brian Cox), è un vigile del fuoco in pensione che pensa ai colleghi uccisi l'11 settembre.

Monty è stato condannato a sette anni di carcere, dopo che la polizia a seguito di una soffiata ha trovato nel suo appartamento molti chili di droga, e si appresta a vivere l'ultima sua notte di libertà in compagnia dei suoi amici e della sua fidanzata.

Monty non riesce a capacitarsi della sua colpa e in un monologo inizia a insultare tutti, prima di capire che il solo colpevole è lui:

Collabora a Wikiquote « Sì, vaffanculo anche tu. Affanculo io? Vacci tu! Tu e tutta questa merda di città e chi la abita. No, no, no, no. In culo ai mendicanti che mi chiedono soldi. In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina. Ehi! Che ti avevo detto? Cercati un lavoro, stronzo! Smettila subito! In culo ai Sikh e ai pachistani che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti che puzzano di curry da tutti i pori. Mi mandano in paranoia le narici. Aspiranti terroristi! E rallentate, cazzo! In culo ai ragazzi di Chelsea con il torace depilato e i bicipiti pompati, che lo succhiano a vicenda nei miei parchi. E te lo sbattono in faccia su Gay Channel. In culo ai droghieri coreani con le loro piramidi di frutta troppo cara, con i loro fiori avvolti nella plastica. Sono qui da dieci anii e non sanno ancora mettere due parole insieme. In culo ai russi di Brighton Beach. Mafiosi e violenti, seduti nei bar a sorseggiare il loro tè, con una zolletta di zucchero tra i denti. Rubano, imbrogliano e cospirano. Tornatevene da dove cazzo siete venuti! In culo agli ebrei ortodossi, che vanno su e giù per la quarantasettesima, nei loro soprabiti imbiancati di forfora, a vendere diamanti del Sudafrica dell'apartheid. In culo agli agenti di Borsa di Wall Street, che pensano di essere i padroni dell'Universo. Quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas-Gordon Gekko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora. Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire per tutta la vita. E Bush e Cheney non sapevano niente di quel casino? Ma fatemi il cazzo di piacere! In culo alla Tyco, alla ImClone, alla Adelphia, alla WordCom! In culo ai portoricani, venti in una macchina, che fanno crescere le spese dell'assistenza sociale. E non parliamo di quei pipponi dei dominicani! Al loro confronto i portoricani sono proprio dei fenomeni. In culo agli italiani di Bensonhurt, con i loro capelli impomatati, le loro tute di nylon, le loro medagliette di Sant'Antonio. Che agitano la loro mazza da baseball firmata Jason Giambi. Sperando in un'audizione per I Soprano. In culo ai negri di Harlem. Non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita centotrentasette anni fa. E muovete le chiappe, è ora! In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con quarantuno proiettili. Nascosti dietro un muro d'omertà. Avete tradito la nostra fiducia! In culo ai preti, che mettono le mani nei pantaloni dei bambini innocenti. In culo alla chiesa, che li protegge non liberandoci dal male. E dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo. Se l'è cavata con poco. Un giorno sulla croce, un weekend all'inferno, e poi gli alleluia degli angeli per il resto dell'eternità. Provi a passare sette anni nel carcere di Otisville. In culo a Osama Bin Laden, a Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati, vi auguro di passare il resto dell'eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire al fuoco lento dell'inferno. Stronzi cammellieri con l'asciugamano in testa, baciate le mie nobili palle irlandesi! In culo a questa città, e a chi ci abita. Che bruci fino a diventare cenere, e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi. No. No, in culo a te, Montgomey Brogan. Avevi tutto e l'hai buttato via, brutta testa di cazzo!


Il gruppo si reca così in una discoteca, per salutare Monty. Questi però è convinto che non reggerà alla galera perché ha paura che lo violentino o lo uccidano. Si fa così picchiare da Frank, quindi saluta Naturelle e sale in auto con il padre, per recarsi in carcere.

James non si dirige verso la galera, ma intraprende un viaggio in una metaforica venticinquesima ora, dove Monty potrà rifarsi una vita e rimediare ai suoi errori. Ma è solo un sogno, il futuro di Monty è il carcere.


CONTINUA BY WIKIPEDIA
Share This

1 commento:

Seguici su

Google+ Followers

Lettori fissi

Designed By Blogger Templates