Cos’è la bioinformatica? Aumenta la collaborazione tra i ricercatori appartenenti al settore dell’informatica medica con quelli della bioinformatica

Cos’è la bioinformatica? Aumenta la collaborazione tra i ricercatori appartenenti al settore dell’informatica medica con quelli della bioinformatica

La bioinformatica, ovvero l'incontro fra medicina e informatica..

Come si evince dal titolo dell’articolo odierno, dopo aver dato una definizione della bioinformatica, cercheremo di vedere come le nuove tecnologie e l’investigazione genomica incideranno sulla qualità della vita nel medio periodo approfondendo nello specifico il rapporto tra la bioinformatica e l’informatica medica.
La bioinformatica quindi è quella disciplina scientifica che studia come risolvere i problemi biologici a livello molecolare con procedimenti informatici.
L’integrazione tra informatica e medicina clinica (oltre che matematica applicata e statistica) si focalizza in linea di massima su tre principi:
  • • il primo riguarda la presentazione di nuovi modelli statistici per interpretare i dati provenienti da quegli esperimenti di biochimica e di biologia molecolare, dove l’obiettivo finale è quello di individuare leggi numeriche;
  • • il secondo consiste nell’analizzare sequenze di DNA, RNA e proteine per studiarne l’evoluzione. Il tutto partendo da strumenti e modelli matematici;
  • • infine, l’ultimo principio è basato sull’organizzazione delle conoscenze acquisite a livello globale su protenoma e genoma, al fine di migliorare gli algoritmi di ricerca dei dati.
Ebbene, più o meno dal 2000, i progressi registrati dalla bioinformatica sono stati notevoli. Ciò vuol dire che la struttura interna dell’informazione biologica e gli strumenti di indagine si sono dimostrati particolarmente efficaci nella manipolazione degli aggregati di dati biomedici, in gran parte per merito dei modelli di natura informatica e statistica, senza naturalmente trascurare le tecnologie di tipo “high-throughput”, in grado di generare un impressionante numero di dati.
Vista l’enorme mole di dati è stato necessario creare apposite banche dati da cui estrarre le informazioni utili ai risultati sperimentali: parliamo dei famosi data mining, focalizzati principalmente sulle informazioni di tipo molecolare, dati genetici in primis.

Soprattutto negli utili anni, è stata registrata una maggiore collaborazione tra i ricercatori del settore dell’informatica medica (che ha avuto il merito di rendere più efficiente il lavoro degli operatori sanitari negli ambulatori e nei vari reparti) e della bioinformatica. Chi lavora nel campo della bioinformatica nel lungo periodo dovrebbe avere sempre più il ruolo di impiegare la tecnologia dell’informazione per l’organizzazione e per l’analisi delle informazioni biologiche in un contesto sempre più multidisciplinare alla ricerca di soluzioni volte a migliorare la qualità della vita dell’uomo. E i progressi deriveranno in gran parte dall’interazione della bioinformatica con l’informatica etica.

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