E L’ASINA VIDE L'ANGELO, NICK CAVE

E L’ASINA VIDE L'ANGELO, NICK CAVE




E L’ASINA VIDE L'ANGELO, NICK CAVE
L’inquietante romanzo del leader dei Bad Seeds

La copertina trucco! PROFONDO SUD DEGLI STATI UNITI, ANNI QUARANTA. EUCHRID EUCROW, ragazzino muto e ritardato, vive con i genitori sordidi e violenti in una baracca ai margini di una piccola città abitata da una setta di non meno pericolosi fanatici religiosi. La comunità viene colpita da una pioggia perenne dopo anni di improvvisa prosperità legata alla coltivazione dello zucchero, ma l’arrivo di una misteriosa neonata sembra dare una speranza di salvezza. La pioggia smette, la piccola cresce. Unica a non disprezzare o usare violenza su Euchrid, la bambina viene preparata dalle beghine del paese a diventare “santa”, ma...
Scritto nel 1989 ma pubblicato solo adesso in Italia nella Piccola Biblioteca Oscar di Mondadori, “ E l’asina vide l'angelo” è un racconto per stomaci forti, che a tratti sembra scritto da uno Stephen King che si sia fatto di acido, vivamente sconsigliato agli impressionabili e a chi “ama troppo” gli animali.
Dei tanti songwriter prestati alla letteratura (e in quest’ultimo periodo, in Italia, abbiamo assistito a un vero e proprio boom di traduzioni più o meno tardive, da Pete Townsend a Leonard Cohen...), Cave è forse quello più immediatamente “riconoscibile”: chi ama le canzoni del rocker australiano, ma anche chi ne ha solo una conoscenza sommaria, non faticherà a ritrovare le stesse atmosfere inquietanti, gli stessi tormenti nei confronti della fede come della vita, lo stesso amore disperato e non sempre corrisposto per la vita, lo stesso linguaggio visionario, semplice e colto insieme.
Ed è proprio questo linguaggio barocco ma mai superfluo, ridondante eppure felicemente fluente (ottima la traduzione di Silvia Rota Sperti), la chiave sorprendente del romanzo: il lettore, stregato fin dalle prime battute, riesce persino ad avvertire il puzzo di marcio che emana il tugurio di Euchrid. Qualcuno porti una copia del romanzo a David Cronenberg, chissà che non ne ricavi un gran film.

TRATTO DA stradanove
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