Terremoto Abruzzo: che fine hanno fatto i 5 milioni di euro donati dagli italiani via SMS?

Terremoto Abruzzo: che fine hanno fatto i 5 milioni di euro donati dagli italiani via SMS?

Il terremoto in Abruzzo ha messo in ginocchio un’intera regione, ma come si sa, la solidarietà degli italiani è grande, soprattutto nei momenti di difficoltà. Una delle numerose testimonianze arriva dai 5 milioni di euro che gli italiani hanno donato via SMS agli abruzzesi, dopo il sisma del 2009. Sorge spontaneo perciò chiedersi che fine hanno fatto questi 5 milioni di euro? Ebbene, la stampa nazionale ha messo in evidenza, qualche settimana fa, come i soldi siano tuttora fermi nei forzieri degli istituti di credito.

Eppure siamo nel 2012. La condizione di “terremotato” non è sufficiente per ottenere un prestito con cui iniziare una nuova vita, magari costruendo una nuova casa o riprovando a riaprire l’attività commerciale distrutta nel sisma? Sembra perciò che i terremotati dell’Abruzzo siano stati “tagliati fuori” e ciò che hanno ottenuto (comunque poco) lo hanno ridato ad un tasso di interesse contenuto, tuttavia esistente.

Di certo però le banche ci guadagnano e non poco, così come la Etimos, un consorzio di Padova che si è occupato in modo diretto della gestione del patrimonio, spiegando in maniera pubblica come sono stati investiti i soldi: in riferimento ai 5 milioni di fondi pubblici inerenti al progetto del dipartimento della Protezione civile, 470 mila euro sono stati impiegati come spese iniziali di natura gestionale; i restanti 4 milioni e 530 mila euro sono stati impiegati come fondo patrimoniale a tutela dell’erogazione dei finanziamenti degli istituti di credito che hanno aderito al progetto.

Delle 606 domande di credito presentare (206 famiglie, 385 imprese, 15 cooperative), ne sono state respinte ben 246 (85 famiglie, 158 imprese, 3 cooperative); da gennaio 2011 ne sono state accettate 251 per un totale di 5.126.500 euro. 99 domande sono in fase di valutazione (68 famiglie, 28 imprese, 3 coop). Nonostante le accuse, il presidente della Etimos garantisce un lavoro chiaro e trasparente.

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