Russia: 16enne omosessuale segregato nella comunità di rehab dal padre

Russia: 16enne omosessuale segregato nella comunità di rehab dal padre

Siamo nel 2012 e l’omosessualità per molti continua, purtroppo, ad essere considerata una vera e propria malattia: la discriminazione nei confronti degli omosessuali non ha confini. Perciò in Russia, un 16enne gay, Ivan Kharkenko, viene spedito dal padre nella comunità di rehab. L’ombra dell’omofobia nell’ex Unione Sovietica non è una novità … purtroppo.

Basti pensare che in Siberia è vietata la propaganda omosessuale, con tanto di disposizione legislativa. Il motivo? Non mettere in imbarazzo i genitori che si ritroverebbero obbligati a spiegare ai minori dei concetti che potrebbero urtare la loro sensibilità. Ritornando alle vicende di Ivan Kharkenko, c’è da dire che il ragazzo ha lasciato la comunità dopo 12 giorni, grazie alla segnalazione di sua madre e di sua nonna. Il padre però non ha accettato l’omosessualità di suo figlio, tanto è vero che, secondo i legali di Kharkenko, avrebbe effettuato una specie di rito per “allontanare” quello che considera tuttora “il demone dell’omosessualità”.

Frasi come “Avrei preferito vederti invalido o in prigione, piuttosto che in questo stato” ci dimostrano come l’omofobia esista ancora nel 2012. Speriamo che vicende brutte come queste non si verifichino mai più.
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1 commento:

  1. dove lavoro l'omosessualità è omogenea con la presunta normalità.
    ieri ho chiesto ad un mio collega:
    -secondo te come mai una persona è gay? (domanda retorica per capire il punto di vista dell'altro)
    - eh ( aria pensosa) credo sia colpa di radiazioni ancora non scoperte!
    Viviamo in una società ignorante....dove sono concesse trasgressioni e violenze e non l'Amore libero. La religione è la prima a mettere paletti all'evoluzione.

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